Il cementificio di Matera è stato oggetto di un complesso intervento di revamping per incrementare la produzione e la qualità dei prodotti, il tutto nell’ottica di uno sviluppo sostenibile per l’ambiente.
Il progetto prevedeva la dismissione e la sostituzione della vecchia linea di cottura, con una produttività di 700.000 ton annue di cemento, per consentire la messa in produzione dei nuovi impianti.
Gli obiettivi imposti dal gruppo erano chiari: ridurre al mimino i fermi di produzione dell’impianto coordinando i lavori di demolizione con quelli di costruzione, senza rinunciare alla sicurezza. I lavori di dismissione sono stati affidati a General Smontaggi, che in 14 giorni ha demolito e smontato 1400 tonnellate di impianti in acciaio al carbonio, riducendo al minimo le fermate della linea e senza rallentare i lavori di costruzione del nuovo impianto.
La sfida consisteva nella decostruzione degli impianti di processo che si trovavano a valle e a monte del forno rotante: rispettivamente la griglia lepol e la griglia fuller.
La griglia lepol doveva essere completamente demolita, escludendo soltanto il primo livello, dove si trovavano le cabine elettriche a servizio dell’impianto; a complicare l’intervento vi erano inoltre i pilastri della torre del nuovo impianto, che erano stati realizzati inglobando buona parte della vecchia griglia oggetto di intervento.
Per la griglia fuller, a valle del forno, era invece prevista la demolizione dei soli impianti ed il mantenimento delle strutture in cemento armato, ad esclusione di quelle su cui insisteva la testa del forno che doveva essere rimossa.
Questo particolare intervento dimostra che il successo di una demolizione parte dall’attento dimensionamento e dalla pianificazione di ogni dettaglio e da un’esecuzione a regola d’arte anche nelle condizioni operative più difficili.