L’intervento di bonifica da amianto svolto presso un centro direzionale sito presso l’EUR di Roma ha visto l’azienda impegnata nella rimozione di MCA a matrice friabile operazione piuttosto complessa data la particolarità del sito.

In questo contesto si inserisce anche la rimozione dell’amianto floccato residuale a coibentazione delle strutture portanti confinate di un edificio. Tale soluzione, in voga negli anni ’60 e ’70, permetteva di ottenere, con la semplice applicazione di intonaco a base di fibre di amianto, un ottimo livello di isolamento termico, unito ad una non trascurabile resistenza al fuoco in caso di incendio.

L’esecuzione di questo genere di attività ha richiesto la propedeutica formazione di opere provvisionali sui piani: la realizzazione dei confinamenti statico – dinamici, dell’Unità di Decontaminazione del Personale in corrispondenza dell’ingresso nell’Area Confinata (per l’entrata e l’uscita del personale addetto alla bonifica e rimozione delle coibentazioni in MCA) costituita da due percorsi separati (uno in entrata ed uno in uscita), e dell’Unità di Decontaminazione dei Materiali, costituita da un percorso in uscita tramite il passaggio in tre distinti locali.

Le operazioni di bonifica vere e proprie hanno consistito preliminarmente nell’l’imbibimento totale dell’Area Confinata con una soluzione di incapsulante (collante speciale a base vinl-acrilica colorato diluito con acqua, utilizzato come fissativo) al fine di evitare una eccessiva dispersione di fibre all’interno della stessa. Quindi si è proceduto all’incapsulamento/imbibimento dell’amianto floccato.

La rimozione fisica dell’amianto è avvenuta quindi “ad umido”, mediante asportazione manuale del coibente con l’uso di utensili come raschietti e spazzole.

Terminata l’operazione di pulizia è stata effettuata, a cura dell’ASL di competenza, l’Ispezione Visiva dell’area di lavoro per gli accertamenti sul buon esito delle rimozioni.

Si è provveduto quindi ad incapsulare tutte le superfici del confinamento rimuovendo la barriera di polietilene. Il materiale che ne è derivato è stato confezionato con le stesse procedure e modalità adottate per l’amianto.