Con una prima analisi si è appurato che l’origine della contaminazione dei terreni era da imputarsi alla presenza di serbatoi interrati, trasformatori e materiale di riporto con un’accertata presenza di Idrocarburi, PCB e alcuni metalli.
La scelta tra le possibili alternative di intervento è stata imperniata su criteri di fattibilità tecnico-economicaassociata all’esigenza di rispettare il progetto di riqualificazione del sito. Tale progetto prevede infatti la realizzazione, su buona parte del sito, di un piano interrato con uno sbancamento massimo di circa 5 mt rispetto all’attuale piano. Sulla restante parte dell’area è invece prevista una ristrutturazione degli stabili esistenti.
Stante la necessità di effettuare comunque uno scavo sull’intero sito e considerato che le aree contaminate erano ubicate in porzioni ben identificabili, i progettisti hanno optato per operare un’asportazione selettiva dei materiali contaminati presenti e di inviare gli stessi a impianti autorizzati di trattamento/smaltimento.
La gestione dei rifiuti ha previsto un’accurata selezione e cernita durante le varie fasi di scavo del cantiere allo scopo di evitare la contaminazione tra diverse tipologie e pregiudicare la recuperabilità dei rifiuti stessi, con conseguente aumento dei costi. Due le modalità operative sulla base dei risultati della caratterizzazione: nei terreni già caratterizzati si è proceduto con attività di scavo, carico diretto su bilici o quattro assi e smaltimento; in terreni da ricaratterizzare in corso d’opera, General Smontaggi ha dapprima effettuato uno scavo, poi lo stoccaggio temporaneo in un’area dedicata, di seguito l’analisi su cumuli ai sensi del D. Lgs. 152/06 e lo smaltimento sulla base degli esiti analitici.
In totale sono stati scavati e smaltiti circa 15.000 tonnellate di terreni (codice 170504) conferiti, in larga misura, verso impianti di recupero e, in misura minima, verso impianti di smaltimento (discariche). Durante le fasi di scavo sono state inoltre selezionate anche le altre tipologie di rifiuti, avviate a smaltimento e/o recupero (miscele bituminose, calcestruzzi, imballaggi in materiali misti, legno).
In corso d’opera sono stati effettuati, a cadenze regolari, campionamenti in contraddittorio con ARPA atti a certificare il completamento delle varie fasi della bonifica e tutte le lavorazioni operate in cantiere sono state finalizzate a ridurre il disagio verso il vicinato e condotte nel rispetto dell’ambiente (es. impianto di lavaggio mezzi, a ciclo chiuso, atto a garantire la costante pulizia dei mezzi in uscita dal cantiere così da non disperdere fango e polvere lungo le strade cittadine, monitoraggio acustico, etc.).